MARIA MONTESSORI




Attualità di un metodo

Ho deciso di tentare il concorso per le superiori così aggirandomi tra i testi che potevano essermi utili ho scovato un bel libro dalla scrittura semplice, senza tecnicismi, ma ricco e completo che offre una panoramica a 360°del metodo e del personaggio Montessori.

Già dal titolo, Il metodo Montessori per tutti, Laura Beltrami e Lorella Boccalini sono le autrici, Rizzoli è la casa editrice, si chiarisce l’intento divulgativo, ma questo non significa che ci troviamo di fronte ad un manualetto, anzi l’impianto è ben costruito e pone bene in evidenza le caratteristiche principali del pensiero montessoriano.

Nel primo capitolo si prende in esame l’attualità del metodo e della concezione di bambino che lo sottende; un bambino che costruisce il proprio sapere e le proprie conoscenze in modo attivo, mentre l’adulto si colloca sullo sfondo del processo educativo, in un ruolo anche di osservazione, ma soprattutto di costruttore di occasioni di apprendimento. Ed è quantomeno significativo che le neuroscienze oggi confermino il pensiero della pedagogista Montessori.

Ma chi era Maria Montessori? Poche pagine tratteggiano la vita di questo straordinario personaggio; una donna dal carattere forte, precorritrice dei tempi, femminista, scienziata, (è stata il primo medico donna in Italia) ed infine pedagogista.

I capitoli successivi trattano più propriamente il metodo calato nelle diverse fasce di età supposte dalla pedagogista e confermate dalle scienze che si occupano dello sviluppo del cervello: 0/6, suddivisa in due distinti e specifici periodi dello sviluppo, 0/3 e 3/6, 6/ 12, scuola primaria e scuola media sono entrambe interessate, e oltre…


Così il metodo viene visto e presentato nei diversi ordini di scuola, partendo dal nido fino ad arrivare alla scuola media, perché esistono interessanti spunti didattici anche per questo segmento scolastico. E naturalmente non manca l'illustrazione del materiale montessoriano.

Allora a chi si rivolge questa pubblicazione? A tutti, tutti coloro che si occupano in modo differente di educazione: genitori, insegnanti, educatori ….

Uno strumento importante se si considerano le alterne fortune del metodo in Italia, in contrapposizione ai grandi riconoscimenti ricevuti all’estero.
Al termine una bibliografia di riferimento suddivisa a seconda dei temi di interesse: la vita di Maria Montessori, le sue opere, i saggi.

LEI

LEGGERE IN CONTINUITA': ovvero una proposta di continuità verticale



Sono ormai anni che si parla di continuità verticale, non solo come semplice condivisione di un’idea di bambino che apprende, di obiettivi e finalità da raggiungere, che già sarebbe un grande traguardo, ma una continuità che abbia effettive ricadute sul quotidiano. Così a volte capita che piccoli progetti didattici consentano una reale continuità tra ordini di scuola diversi.

E’ chiaro che queste congiunture favorevoli del caso, pensare che ciò accada sistematicamente è quantomeno illusorio, avvengono allorchè si incontrano docenti che, oltre a tenere in gran conto l’importanza della suddetta continuità , abbiano un interesse comune o condividano uno stile simile di insegnamento, il che implicitamente rimanda a ciò che si diceva prima, una medesima idea di bambino che apprende, di finalità da raggiungere, di obiettivi prefissati.

Il piacere di leggere come approccio educativo, sia esso ispirato alle idee di Pennac o di Aidain Chambers, di Roberto Denti o Gianni Rodari, se vogliamo rimanere in ambito italiano, è un ottimo terreno su cui lavorare per progetti in continuità.

Nel mio istituto abbiamo realizzato una gara di lettura tra le classi quinte della scuola primaria e le classi prime della scuola secondaria di primo grado.
Aderire ad un progetto di questo tipo, significa aver in gran conto l’importanza di stimolare il piacere di leggere e dedicare tempo alla lettura.


I libri scelti sono stati due: Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne e Il GGG di Roald Dahl.
I testi sono stati letti ad alta voce alla classe dai docenti coinvolti, ed anche in autonomia dagli stessi ragazzi.

La gara di lettura si è configurata come un gioco che ha utilizzato le regole del memory: 20 tessere ognuna rappresentante un aspetto significativo delle due storie.
Le regole iniziali sono quelle del gioco classico: scoprire due carte uguali, ottenuta la coppia, rispondere ad una o più domande ad esse associate, una prima riservata a chi ha formato la coppia le altre rivolte ad ogni squadra. Si ottiene un punteggio per ogni risposta data se corretta. Se non si forma la coppia o la risposta è inesatta il turno passa nelle mani dell’altra squadra, che può tentare a sua volta.
Vince la squadra che ottiene il punteggio maggiore.
Le tessere e di conseguenza le domande sono chiaramente suggerite dalle particolarità dei testi: le tappe del viaggio, la dimensione numerica, i mezzi di trasporto utilizzati, per il libro di Verne, più concentrato sulle caratteristiche dei personaggi e degli elementi descritti per Dahl.
Sono molte le tipologie di quesiti utilizzati: a risposta diretta, articolata, riconoscimento di personaggi attraverso la descrizione, completamento di testi.
Come in tutte le cose per vincere è importante anche una buona dose di fortuna, uno spirito di collaborazione tra i componenti della squadra e ovviamente un’ottima memoria.

L’idea nata dalla mia collega che si occupa della continuità verticale nel mio plesso mi è subito parsa carica di potenzialità, si realizzava in un ambito che amo molto, la letteratura per ragazzi, ed è perciò stato molto naturale aderire con entusiasmo e progettare questa gara; anche le colleghe più reticenti alla fine della giornata trascorsa assieme si sono mostrate entusiaste.

Certamente è un progetto perfettibile:
la gara dovrebbe essere preceduta da momenti di laboratorio collettivo che consentano una condivisione di metodologie, spazi e tempi in continuità, (cosa che la mia collega ha potuto fare poiché la nostra scuola abita lo stesso edificio della scuola secondaria del nostro istituto);
si potrebbero e dovrebbero coinvolgere più docenti per un approccio interdisciplinare (arte, tecnologia oltrechè lo scontato professore di italiano, ma anche musica…);
ipotizabbile anche l'utilizzo di  una gamma di libri più ampia che consentano un prestito bibliotecario individuale da parte degli alunni, nonché una pubblicazione che documenti il lavoro svolto.
Ad esempio la classe quinta della mia scuola ha realizzato dei segnalibri inerenti i testi da regalare a tutti i partecipanti.

Tuttavia un piccolo passo è già stato fatto, un’ottima base di partenza.
Alla fine per vincitori e vinti caramelle e segnalibri ricordo!

Di seguito l’esemplificazione delle tessere realizzate per il gioco, le illustrazioni sono tratte dal sito pixabay, sono perciò immagini non soggette a copyrights, abbinata ad ogni immagine le corrispondenti domande.
Potete scaricarle gratuitamente, facendo richiesta tramite mail, alla posta elettronica del blog.

LEI






I NUMERI                                              
                                                                                     
Tessera dei numeri

ATTRIBUISCI AD OGNUNO DI QUESTE CIFRE IL CORRETTO SIGNIFICATO
                                                          (le soluzioni sono tra parentesi)

domanda riservata
20.000 sterline   (cifra della scommessa)



DOMANDE PER TUTTI


2.000 sterline                (costo dell’elefante)
20 sterline                    (offerta donata alla mendicante a Londra)

LE TAPPE DEL VIAGGIO

Tessera New York

Domanda riservata
P. FOGG PERDE IL BASTIMENTO CHE AVREBBE DOVUTO PORTARLO A LIVERPOOL. CONTATTA ALLORA IL CAPITANO DI UNA NAVE MERCANTILE.
COME SI CHIAMA LA NAVE E DOVE ERA ORIGINARIAMENTE DIRETTA?
Soluzione (Henrietta, Bordeaux)

DOMANDE PER TUTTI

COME CONVINCE IL CAPITANO AD ATTRACCARE INVECE A LIVERPOOL?    
 Soluzione(denaro)

CHI MANOVRA LA NAVE? 

Soluzione   (P. Fogg)

COSA SI DEDUCE DEL SUO PASSATO MISTERIOSO? 

Soluzione: è stato un marinaio

         Il GGG

GIOCHI LINGUISTICI                                  
                        
Domanda riservata
OGNI GIGANTE HA UN SUO POPOLO PREFERITO, QUAL E’ IL GIGANTE CHE MANGIA LO SPANOLIO, PERCHE’?
Soluzione : nessuno perché sa di olio

DOMANDA PER TUTTI

I gallesi hanno gusto di……(gallo)
Il popolo della Colombia sa di…….( uccello corretto anche volatile)
Il popolo delle isole Shetland hanno il gusto di …….(lana)
Gli inglesi sanno di …..(plum-cacca corretto anche plumcake)



I BARATTOLI
IL GGG E’ UN CACCIATORE DI SOGNI. ALCUNI DI QUESTI HANNO UN LORO PROPRIO NOME, DINNE ALMENO UNO
(trogoglobo, tinnarello o suonarino)

CHE COS’E’ UN TROGOGLOBO E COME E’ FATTO?
Soluzione
E’ un incubo, è di colore scarlatto e si muove continuamente nel barattolo

I SOGNI SVOLGONO UN RUOLO MOLTO IMPORTANTE NELL’ECONOMIA DELLA STORIA, QUALE?                    Soluzione ( dare credibilità al racconto di Sofia)


PREMIOletteraturaragazzi città di Cento


PREMIA CHI SCRIVE VINCE CHI LEGGE


Questo è lo slogan del PREMIOletteraturaragazzi città di Cento,   quest’anno giunto alla 40° edizione .
In occasione del particolare anniversario la manifestazione è stata ricca di numerosi eventi correlati alla cerimonia di premiazione stessa che si è tenuta il 19 maggio.

Aderire all’iniziativa è davvero semplice, per far parte della giuria popolare basta iscriversi sul sito e sperare di essere scelti, sì perché ormai le richieste sono davvero molte e molti i vantaggi.

Primo fra tutti rimanere aggiornati sulle novità editoriali di qualità presenti nel panorama della letteratura per ragazzi: una giuria tecnica seleziona una terna di libri della sezione scuola primaria, un’altra della sezione scuola secondaria di primo grado che vengono poi sottoposti al giudizio insindacabile dei giovani lettori.

Chi riesce a far parte della giuria popolare riceve la terna dei libri per ogni classe partecipante, occasione per ampliare ed arricchire la biblioteca scolastica.

E come se non bastasse è un'occasione per promuovere il piacere di leggere; nella scuola primaria è possibile aderire con le classi terze quarte e quinte.
Poi basta leggere e far leggere: i ragazzi possono leggere i testi in autonomia, scambiandoseli, o l’insegnante può sceglierne uno (io lo preferisco) da leggere loro ad alta voce; di solito opto perquello che mi piace di più, oppure che mi sembra più complesso da leggere da soli, o che presenta una tematica più delicata.

Alcuni dati per rendervi conto di cosa stiamo parlando; quest’anno sono state coinvolte 527 classi per un totale di 10.418 ragazzi di tutta Italia e alcune scuole estere, 4692 gli studenti di scuola primaria 5726 quelli di scuola secondaria.
Proprio un gran bel movimento di libri e di letture!
(Dati ricavati dall'Ufficio Stampa del sito www.premioletteraturaragazzi.it)

Ma ecco i vincitori delle diverse sezioni

Vincitori sezione scuola primaria:

1° classificato, con 2.533 voti, DIRK E IO, Andreas Steinhöfel, Peter Schössow Beisler ed.
2° classificato, con 1.089 voti, UNA LETTERA COI CODINI, Christian Antonini Illustrazioni di Flavia Sorrentino Giunti Junior
3° classificato, con 979 voti, MADELIEF LANCIARE LE BAMBOLE" Guus Kuijer, Illustrazioni di Marta Baroni, Camelozampa editore.





















Vincitori sezione scuola secondaria:

1° classificato, con 2.731 voti, GHOST Jason Reynolds Rizzoli Fabbri Ragazzi
2° classificato, con 1.858 voti, OH HARRIET! Francesco D'Adamo Giunti Editore
3° classificato, con 1.105 voti, CELESTIALE Francesca Bonafini, Maria Gabriella Gasparri Sinnos editore






















Premio Poesia:

VIAGGIA VERSO. POESIE NELLE TASCHE DEI JEANS, di Chiara Carminati Illustrazioni di Pia Valentinis, Bompiani editore

Libri segnalati:

RAGAZZE CON I NUMERI, Storie, passioni e sogni di 15 scienziate
di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, Editoriale scienza
I FILI INVISIBILI DELLA NATURA, di Gianumberto Accinelli, Illustrato da Serena Viola, Lapis Edizioni

Vincitori XV concorso illustratori:

1° Premio, BRUNO ZOCCA, dal "Mio Nonno Gigante", Testi di Davide Calì
Bianconero edizioni
2° Premio, MARCO SOMÀ, dal libro "Il Venditore di Felicità", testi di Davide Calì,
Kite edizioni
3° Premio ENZO VENEZIA, Dal libro "Bugie e verità di Pinocchio" testi Iris Bonetti Edizioni Piuma

Segnalo inoltre l'interessante uscita del libro celebrativo "LIBRI PER RAGAZZI 40 anni di Premio Letteratura Ragazzi" a cura di Grazia Gotti, Silvana Sola e Davide Tolin, che ripercorre la storia della letteratura per ragazzi vista attraverso l'analisi dei testi vincitori di queste quaranta edizioni di premio, le parole degli editori e degli autori vincitori, presente anche una breve rassegna fotografica degli autori per ragazzi che hanno partecipato a vario titolo in questi anni a questa manifestazione.


E ADESSO NON CI RIMANE CHE LEGGERE!

LEI

CAPITAN HARLOCK


Chi non ricorda Capitan Harlock e la sua Arcadia?


Un cult per tutti coloro che negli anni ottanta erano degli adolescenti: davvero intramontabile! La Rai lo trasmetteva sul secondo canale per la prima volta proprio quarant’anni fa nel 1979. 


Sempre di grande attualità, anche forse trainato dall’invasione letteraria dei manga che hanno conquistato i nostri giovani negli ultimi anni, e sfociati poi molto spesso nella loro realizzazione animata, serie televisive anime.

Manga di fantascienza, ambientato nell’anno 2977, vede Capitan Harlock combattere per la salvezza della Terra contro un popolo di un pianeta morente i Mazoniani, che hanno la capacità di assumere le sembianze di chiunque.






Negli anni in cui Donatella Ziliotto lavorava come programmista-regista alla RAI si occupò della sceneggiatura della serie televisiva anime di Capitan Harlock.


Fortemente intrisa della cultura e dell’etica orientale, raccontava, in un’intervista come avessero spesso dovuto modificare i dialoghi per renderli meglio comprensibili: l’idea di onore, l’etica di una morte onorevole, insieme alle capacità del nemico di assumere le sembianze di altre specie, cosìcchè poteva capitare che un “finto” padre, uccidesse il proprio figlio ed episodi simili, avevano determinato la necessità di modificare la sceneggiatura.

L’equipaggio dell’Arcadia era composto da diversi personaggi ognuno caratterizzato da un destino di ribellione o di sopravvivenza.


Tadashi Daiba (台羽 正 Daiba Tadashi) (Tadashi Daio nell'adattamento italiano dell'anime). 

Quattordicenne figlio di uno scienziato, è spesso in contrasto con Capitan Harlock; si tratta di un sopravvissuto entra a far parte della nave spaziale in seguito alla morte del padre.

Kei Yuki (有紀 蛍 Yuuki Kei). 


Giovane ragazza bionda, inizialmente infatuata del bel capitano, ha il ruolo di ufficiale scientifico, lei è una ribelle viene infatti liberata da una nave, in cui era tenuta  prigioniera, per avere ucciso l’uomo che aveva contribuito alla morte del padre.

Meeme (ミーメ Miime) (Meet nell'adattamento italiano dell'anime).


Una misteriosa donna aliena con lunghi capelli blu che vive di alcool e possiede poteri psichici e psionici, è l'ultima sopravvissuta del suo pianeta natale Jura, da cui è stata salvata da Harlock. Dopo il suo salvataggio, Meeme è entrata a far parte dell'equipaggio dell'Arcadia e ha consacrato la sua vita a Harlock in segno di gratitudine per averla salvata. È la più vicina compagna e confidente di Harlock ed è disposta a proteggerlo ad ogni costo quando necessario.



Yattaran (ヤッタラン).
Primo ufficiale di Harlock nell'Arcadia,  grande matematico, appassionato costrutture di modellini, spesso presentato in modo buffo a volte fin ridicolo ma sempre al fianco del capitano nelle sue battaglie.


Dr.Zeno (ドクターゼロ). 
Il capo ufficiale medico. Come Yattaran, ricopre un ruolo comico quando discute con la cuoca di bordo, Masu, sulle sue incursioni in cucina per ottenere la sua bevanda preferita, il sakè. Entrerà a far parte dell’equipaggio con il suo gatto, ereditato dalla mamma morta.


Maji (魔地). Il capo ingegnere.
Masu-san (ますさん). 
La cuoca di bordo. Anche lei un personaggio comico, zitella regina della cucina dell’Arcadia che difende dalle incursioni del Dr. Zeno e del suo gatto.

Poi naturalmente indimenticabili il popolo delle Mazoniane, alieni asessuati che hanno prevalentemente forma femminile, il cui corpo è a base vegetale.


Regina Raflesia (女王ラフレシア Jo'ō Rafureshia).

Regina del popolo delle Mazoniane decisa a conquistare la terra per la salvezza del suo popolo. Personaggio dualistico che è in perenne conflitto tra la sua moralità e la necessità di far sopravvivere la sua specie (Anche se alla fine scopriremo che si tratta di un essere umano).






Il manga è stato illustrato da Leiiji Matsumoto (1977-79) e trasformato in anime per la TV giapponese da Akita Shoten (1978-1979).


Sono poi stati tratti numerosi lungometraggi dalla serie, il più recente è del 2013. 



Bello e distante, ma allo stesso tempo umano e sensibile, Capitan Harlock rimane un personaggio evergreen.


LEI

Un bel tacer non fu mai scritto: ovvero dell'arte del silenzio



Recentemente ho visto un film e letto un libro in cui protagonista assoluto era il silenzio.
In entrambi i casi il silenzio dei protagonisti era imposto: condizione necessaria per la propria sopravvivenza.

Sto parlando del libro Vox di Cristina Dalcher: 

in un’America dei tempi recenti un movimento purista prende le redini del potere e porta Gli Stati Uniti indietro di qualche secolo. Cosa accadrebbe se ogni donna avesse a disposizione solo 100 parole in un giorno? Grandioso verrebbe da dire a qualche amico lettore maschio. E se ci si assicurasse che tale numero di parole non venga superato attraverso un apposito bracciale che in caso di sforamento produca una scossa elettrica proporzionalmente più intensa in base all’entità dello sforamento? In realtà se si è giunti a questo punto, la donna nuovamente confinata entro le mura domestiche, privata di ogni diritto raggiunto fino a quel momento, è anche a causa dell’indifferenza, della non lungimiranza o della incredulità con cui la maggioranza delle donne americane avevano seguito gli avvenimenti che avrebbero poi portato a tutto questo.
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Così due donne si confrontano e si scontrano Jean McClellan, la studiosa di neurolinguistica esclusivamente dedita a rincorrere la propria carriera universitaria e la propria dimensione personale, e l’amica di gioventù, un’attivista impegnata a denunciare a gran voce i cambiamenti ancora non facilmente leggibili della società, pre-bracciale.

Scienziata e studiosa di successo Jean. vedrà modificarsi la sua condizione di prigioniera linguistica per i suoi precedenti esperimenti scientifici che l’hanno condotta alla scoperta di un metodo per sconfiggere l’afasia determinata da ictus. Nello svolgersi della vicenda la scienziata si troverà a divenire promotrice in prima persona di un piano di rivolta, non senza rischi personali se si vive in una famiglia di quattro figli di cui tre maschi e di cui il maggiore è un convinto purista e un marito dottore che lavora nientemeno che gomito a gomito con il gabinetto della casa bianca.

Numerosi i cambi di scena e ciò che appare non corrisponde sempre alla realtà; molto godibile e di lettura scorrevole, se proprio dovessi individuare una criticità direi la storia d’amore inserita nel racconto, non strettamente necessaria ad una trama che è già di per sè originale e ben costruita.

E che dire del film A quiete place?
Classificato come horror mi sembra invece più un scient-fiction. Il regista è John Krasinski, il film è uscito nell’aprile del 2018 ed hanno già annunciato il sequel previsto in uscita a maggio 2020. In un futuro non molto lontano, siamo nel 2020, la terra è invasa da alieni predatori che si nutrono di esseri viventi, umani compresi. Il film non racconta l’antefatto: come sono arrivati questi msotri sulla terra, le immediate conseguenze, i tentativi di sconfiggerli, se non attraverso la lettura per immagini dei titoli di giornale che hanno accompagnato i terribili avvenimenti.
Questi esseri mostruosi sono attirati dal rumore, nella loro orripilante testa gigante hanno infatti un apparato uditivo altamente sofisticato che,ovvia alla loro cecità, e che  permette loro di sentire da molto lontano: la terra perciò, e il film di rimando, piomba in un silenzio quasi del tutto ininterrotto.
Per inciso la grafica del mostro è certamente un tributo all'indimenticabile e terrorifico mostro del film  Alien di Ridley Scott.
I protagonisti sono una famiglia, gli Abbot, composta da padre madre e tre figli di cui la maggiore è un’adolescente sordomuta; vivono in una fattoria circondata da campi di granoturco in cui si nascondono tre mostri alieni dalle zampe di chele di granchio che permettono loro di muoversi con estrema velocità. I dialoghi sono pochissimi, si può fare rumore solo quando una fonte di rumore più forte permette loro di parlare, sostituiti da sottottitoli, dai suoni della natura, da una strepitosa fotografia e un’eccezionale capacità interpretativa degli attori anche degli interpreti più giovani.
In un’atmosfera da survivor si viene accompagnati nello scorrere di una giornata tipo. Ben lontano dall’essere noioso, visto l’assenza di dialoghi tiene, al contrario, lo spettatore incollato sulla sedia in attesa che capiti l’inevitabile e questo avviene già nelle prime scene del film, quando il più piccolo dei fratelli viene divorato da un mostro alieno per avere azionato uno shuttle, uno di quei giocattoli luminosi e rumorosi di cui sono piene le nostre case, quelli di cui ti penti di averlo comprato esattamente trenta secondi dopo!
Lo sfortunato avvenimento consente di raccontare del difficile rapporto padre-figlia, dell’amore che lega questa famiglia, della necessità di continuare a sopravvivere e sarà proprio la giovane sordomuta ad individuare il punto debole dei mostri e quindi a trovare un potenziale mezzo di distruzione degli stessi.
Candidato a numerosi premi Oscar, inneggiato dalla critica, è secondo me un film che vale davvero la pena di vedere.

Allora buona lettura e buona visione e soprattutto SILENZIO, ma questa volta per scelta.

LEI

IMPARA L'ARTE E NON METTERLA DA PARTE




Una recente conversazione con un artista mi ha fornito lo spunto per scrivere questo post.
Il fotografo in questione lamentava come in Italia a differenza dell’estero sia pressochè impossibile vivere solo della propria arte, perché le persone sono disposte a spendere 6.000 euro per una bicicletta con telaio in carbonio, ma non 3.000 per una fotografia intesa come pezzo unico.
Una simile osservazione mi era già capitata di condividerla con il titolare di una libreria antiquaria della città, il quale sosteneva che i giovani della così detta classe borghese non sono più interessati al prodotto di antiquariato o alle prime edizioni. Pare si sia perso il gusto del bello che per molto tempo era stato esclusiva, per ovvie ragioni economiche, educative ed anche culturali, di un determinato gruppo sociale.
Questo mi ha ricordato un interessante aggiornamento condotto dal professore Antonio Faeti, esperto di letteratura per l’infanzia, pittore, scrittore e fondatore dell’approccio ermeneutico della letteratura, ormai diversi anni fa.
Ebbene la tesi del docente, forse un po’ estrema, ma io credo interessante, associava una mancata educazione al bello alle brutalità della storia. Quindi l’assenza di quella che potremmo chiamare un’educazione estetica, si badi bene non è un errore di battitura non si intendeva etica, anche se, in questa teoria, è ad essa strettamente connessa, ha molto a che fare con le nefandezze di cui l’uomo si rende protagonista.
Quasi che un animo non sensibilizzato al gusto, incapace di commuoversi di fronte ad un’opera d’arte sia essa creata da mani umane o dalla natura, ne metta in evidenza la sua brutalità, una dimensione primitiva gravata da una ferinità negativa.
Allora ecco che, anche in questo caso, entra in gioco l’importanza della scuola nel creare un avvicinamento all’arte nella sua più ampia accezione. Nella nostra città ad esempio questo è reso possibile anche da numerose attività laboratoriali organizzate dai Civici Musei e dalle gallerie presenti sul territorio, da biblioteche specializzate, come ad esempio Didart, ma non solo.
Infatti l’editoria per bambini ormai davvero da diversi anni ha pubblicato una serie di testi che hanno proprio lo scopo di avvicinarli all’arte. Sostanzialmente parliamo di due specifiche tipologie testuali: da un lato libri che raccontano la vita e lo stile dell’artista presentato, dall’altro la narrazione di una storia proprio attraverso le tele di quel dato pittore.

Una prima storica collana pensata proprio a questo scopo è stata edita dalla casa editrice Vallardi, più o meno negli anni ottanta, L’arte per bambini, diretta da Pinin Carpi.
Ogni libro racconta una storia ponendo in successione le opere di singoli artisti a cui viene data voce attraverso la penna di scrittori per l’infanzia come Donatella Ziliotto e lo stesso Pinin Carpi.
Ma sono numerose le case editrici che hanno pubblicato libri d’arte per bambini e ragazzi :
Fabbri, Giunti, Feltrinelli, Salani , la stessa casa editrice Arca ha realizzato una collana specifica, Collana di Perle d'Arte Arca.


Tuttavia una citazione a parte merita sicuramente la casa editrice Corraini che pubblica i Prelibri di Munari e offre una scelta editoriale chiaramente riconoscibile sia per la tipologia di opere presentate sia per l’utilizzo di materiali pregiati per i suoi testi e devo dire ahimè di conseguenza anche per i costi non esattamente contenuti dei suoi libri.
La stessa libreria, ma anche casa editrice, Giannino Stoppani di Bologna ha pubblicato anch'essa diversi libri inerenti l’argomento. E naturalmente l'elenco potrebbe continuare.
Passo poi a citare due siti che ho scovato nel web e che ho trovato interessati.

ART’E’ RAGAZZI è un sito in cui è possibile acquistare libri della Collana Arte per Crescere,   vedere video letture,  esempi di laboratori, fare giochi . Si parla di pittori come Van Gogh, Piero Della Francesca, Leonardo Da Vinci o Mirò e altri ancora.
Sito e collana sono realizzati in collaborazione con il professore Marco Dallari e il Dipartimento di psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento, ma sentiamo dalla loro stessa voce le finalità che si pongono, vi accorgerete di un fil rouge con la teoria di Faeti:

Il titolo stesso della collana, ARTE PER CRESCERE, è già manifesto editoriale e pedagogico. L’arte, così come ha aiutato l’umanità che l’ha prodotta a crescere in consapevolezza di sé, cognizione ideale e senso della bellezza, può essere utilizzata come straordinaria e insostituibile risorsa educativa nei confronti di bambini e ragazzi quando promuove la conoscenza dei linguaggi dell’arte e dei suoi interpreti non tanto come obiettivo fine a se stesso ma come occasione e strumento per creare e incrementare qualità del pensiero, sensibilità estetica, competenza relazionale ed espressiva, fantasia.
E ancora:
Nei volumi non compaiono spiegazioni di tipo scolastico ma racconti, laboratori, aneddoti e notizie sugli artisti e sul loro tempo. La figura di ogni artista è collegata alle innovazioni tecnologiche, alle scoperte scientifiche e geografiche… insomma ai fatti e alle idee del suo tempo. Non si potrebbe capire Leonardo senza sapere dei viaggi di scoperta, delle invenzioni, di Colombo che sbarcava in America…

KinderArten , altro sito estremamente ricco e interessante, offre una vasta panoramica di libri che si occupano di arte per ragazzi, diversi materiali scaricabili sia in formato cartaceo sia digitale. I libri sono suddivisi per artista e consigliati anche in relazione all’età dei possibili lettori, gli stessi materiali di cui si diceva sopra sono connessi al pittore di cui si sta parlando e si ritrovano accanto alle recensioni.

E’ evidente come si abbia a disposizione oggi molto e vario materiale per realizzare un’educazione estetica, un’educazione al bello a cominciare già dalla primissima infanzia, che, attraverso la scuola, avrebbe una diffusione ben più ampia di quanto sia mai avvenuto fino ad ora.
Ci sarebbe allora da sperare che la teoria di Faeti fosse vera, affideremmo alle mani delle nuove generazioni una possibilità di futuro ben più rosea.
Nel prossimo post uno sguardo più specificamente didattico di come creare una progettualità che parti dall’arte e/o da un artista: un esempio per i più piccoli e per i ragazzi più grandi.

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